Archivia Ottobre 2014

SCUOLA DI OMEOPATIA- Dal Granulo al Consiglio: Omeopatia in Farmacia

SCUOLA DI OMEOPATIA- Dal Granulo al Consiglio: Omeopatia in Farmacia

Perché partecipare: Il farmacista, come esperto del farmaco, è chiamato a rispondere alle sempre più frequenti domande in ambito omeopatico la scuola si pone come obiettivo quello di offrire una preparazione professionale aggiuntiva, promuovendo la conoscenza dell’omeopatia e fornendo strumenti di immediata applicazione clinica.

 

Presso l’ Università degli Studi di Roma «La Sapienza» -via del castro Laurenziano Facoltà di Economia

Docenti:
Dott. Angelo Micozzi medico omeopata – Presidente Istituto Malattie
Croniche – ROMA
Dott. Marco Mancini medico omeopata – VicePresidente Istituto
Malattie Croniche – ROMA

Il corso assegna 25 crediti ecm

QUOTA INTERA: 170€
QUOTA RIDOTTA: 120€ SOCIO AGIFAR

Il corso prevede 6 incontri

29 Novembre 2014
13 Dicembre 2014
17 Gennaio 2015
21 Febbraio 2015
14 Marzo 2015
5 Aprile 2015

Con il patrocinio dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Roma www.ordinedeifarmacistidiroma.it
Con il contributo non condizionato di OTI

Compila la scheda di adesione ed effettua un bonifico con la quota di iscrizione pari a € 120.00 (per i soci agifar roma) o € 170.00 (per chi non è socio) sul conto corrente IT 26H 0326803213052672105930 intestato ad Agifar Roma, Piazza Raffaele Casimiri 22, 00199 Roma ed allega la ricevuta di pagamento alla mail che va inviata a formazione@agifar.com

Per info info@agifar.comadesione corso corretta-page-001adesione corso corretta-page-002

ICTUS : “CONOSCERLO PER COMBATTERLO”

LA PREVENZIONE PARTE DA NOI

Lunedì 27 e Martedì 28 Ottobre 2014 – Città Universitaria – Sapienza Università di Roma

Vieni a misurare la glicemia, la pressione arteriosa e la circonferenza della vita !

PERCHE’ PARTECIPARE :

L’ictus cerebrale in Italia rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie; è la prima causa assoluta di disabilità.

Sempre in Italia ogni hanno circa 200.000 persone vengono colpite da ictus cerebrale, di cui l’80% sono i nuovi casi e la restante parte è costituita dalle recidive. Il 75% dei casi di ictus colpisce le persone con più di 65 anni e circa 10.000 eventi capitano a chi ha meno di 55 anni. Ogni anno un medico di famiglia italiano ha almeno 4-7 pazienti che ven­gono colpiti da ictus cerebrale e deve seguirne almeno una ventina sopravvissuti con esiti invalidanti.

Il 10-20% delle persone colpite da ictus cerebrale per la prima volta muore entro un mese ed un altro 10% entro il primo anno. Fra le restanti circa un terzo sopravvive con un grado di disabilità spesso elevato, tanto da renderle non autonome, un terzo circa presenta un grado di disabilità lieve o moderata che gli permette spesso di tor­nare al proprio domicilio in modo parzialmente autonomo e un terzo, i più fortunati o comunque coloro che sono stati colpiti da un ictus in forma lieve, tornano autonomi al proprio domicilio.

Coloro che sopravvivono con una disabilità importante spesso richiedono l’istituzionalizzazione in reparti di lungodegenza o in residenze sanitarie assistenziali; alcune famiglie, ma non tutte se lo possono permettere, si organizzano per ospitare il parente ancora a domicilio. Inutile dire che i costi sia a carico delle famiglie che del sistema sanitario nazionale sono elevatissimi. Si calcola che una per­sona colpita da ictus costi nella fase acuta di malattia circa 10.000 euro. L’invalidità permanente delle persone che superano la fase acuta di malattia determina negli anni successivi una spesa che si può stimare intorno ai 100.000 euro. Sotto l’aspetto psicologico personale e familiare poi, i costi non sono calcolabili: per tutti questi motivi, l’ictus rappresenta un vero e proprio problema sociale.

Ad oggi l’ ictus è una patologia che interessa non solo la fascia di popolazione di età superiore ai 65 anni ma interessa in maniera rilevante anche le fasce di età più giovani.

Nel 2005 l’ OSSFAD (osservatorio su fumo alcol e droga) ha pubblicato uno studio effettuato su un campione di giovani italiani al di sotto dei 35 anni che ha messo in evidenza un rischio di patologia cardiovascolari (ictus) pari a circa il 5% relativo a questa fascia di popolazione. Questo risultato ha come spiegazione le nuove abitudinidi vita dei giovani italiano: le giovani donne costituiscono lafascia più ampia di fumatori mentre i giovani maschi rappresentano coloro che effettuano un maggior consumo di bevande alcoliche all’ interno della popolazione. Tali elementi rappresentano i fattori di maggior influenza circa la diffusione della patologia in esame nel mondo giovanile.

Come detto, l’ictus è un danno dovuto a cause vascolari. Il cervello riceve il sangue da diverse arterie (vasi sanguigni che dal cuore portano sangue e ossigeno in tutto il corpo): anteriormente da due arterie chiamate carotidi (destra e sinistra) e posteriormente dalle arterie vertebrali, che decorrono in entrambi i lati del collo.Il cervello, per lavorare in modo corretto, ha bisogno più di qualsiasi altro organo di un continuo apporto di ossigeno e di nutrimento tramite il sangue, del buon funzionamento dei vasi sanguigni e della normale contrazione del cuore. Il danno a questi vasi sanguigni può essere di due tipi:

– il vaso si può occludere (per aterosclerosi, trombi, coaguli, ecc..) e in questo caso parliamo di ictus ischemico (che rappresenta circa il 75 % dei casi)

– il vaso può andare incontro a rottura (soprattutto per ipertensione, aneurismi, ecc…) e si parla di ictus emorragico (rappresenta il 25 % circa).

In entrambi i casi, la parte di cervello che viene irrorata da quel vaso non viene più rifornita di sangue e ossigeno (condizione definita come “ischemia”), fondamentali per consentire la sopravvivenza delle cellule cerebrali, che vanno quindi incontro a morte cellulare (necrosi) e quella zona di cervello perde la sua funzione, manifestando la sintomatologia dell’ictus (cecità, paralisi, vertigini ecc… a seconda della zona di cervello che non riceve più sangue). Affinché si realizzi questa situazione è necessario che il periodo di ischemia sia prolungato e persistente, altrimenti se dura per poco tempo e successivamente si ha la ripresa totale delle funzioni cerebrali, si verifica quello che viene classificato come T.I.A.

Per “fattori di rischio” si intendono le condizioni personali o ambientali che predispongono ad ammalarsi e che aumentano quindi il verificarsi di questa grave patologia Alcuni fattori di rischio purtroppo non possono essere corretti:

– età: l’incidenza di ictus aumenta con l’età e dopo i 65 anni aumenta quasi esponenzialmente;

– familiarità: avere un parente diretto che è stato affetto da questa malattia comporta un rischio maggiore rispetto a chi ha familiarità negativa per ictus;

– sesso: quello maschile è lievemente più colpito, specie nelle fasce di età più giovani, in quanto le donne sono protette dagli ormoni sessuali almeno fino alla menopausa. Dopo i 65 anni l’incidenza è la stessa, mentre dopo gli 80 risulta maggiormente affetto dalla patologia il sesso femminile, soprattutto perché le donne vivono più a lungo, e sono, perciò, più numerose.

Vi sono invece fattori di rischio che possono essere corretti con comportamenti adeguati o specifici trattamenti farmacologici:

– ipertensione arteriosa: è il principale fattore di rischio sia per l’ictus ischemico sia per quello emorragico; si parla di ipertensione quando i valori della pressione si mantengono costantemente sopra i 140 di massima ed 80 di minima;

– diabete mellito: si definisce quando i valori degli zuccheri nel sangue (glicemia a digiuno) superano i 126 mg/dL;

– ipercolesterolemia: livelli oltre la norma del colesterolo LDL (cattivo) e dei trigliceridi  determinano l’incremento del rischio per ictus in proporzione all’aumento dei loro valori;

– fumo di sigaretta: aumenta di due – tre volte il rischio di ictus e dipende dal numero di sigarette fumate al giorno e dal numero di anni in cui si è fumato;

– cardiopatie: essendovi una stretta correlazione tra cervello e cuore, aritmie cardiache, in particolare la fibrillazione atriale, o anche la presenza di protesi valvolari, un recente infarto miocardio, un’endocardite infettiva o il forame ovale pervio, sono condizioni che aumentano il rischio di ictus, soprattutto ischemico;

– presenza di placche ateromasiche a livello dei grossi vasi del collo

(stenosi carotidea);

– obesità (favorisce soprattutto l’insorgenza del diabete);

– ridotta attività fisica;

– emicrania:

– pillola estroprogestinica: sono a rischio le donne che la assumono e soffrono di emicrania e/o sono fumatrici

– abuso di alcool: mentre una quantità moderata di vino (mezzo bicchiere ai pasti) può essere un fattore protettivo, l’eccesso di alcool causa l’effetto contrario, aumentando il rischio di ictus.

LA PREVENZIONE

L’ictus si può prevenire e una quota non indifferente di casi (2 su 3) potrebbe essere evitata, seguendo alcune semplici norme di vita sana ed identificando i fattori di rischio individuali, modificandoli in misura personalizzata.

almeno 2 volte l’anno è consigliabile provare la pressione arteriosa in modo tale da svelare un’eventuale ipertensione arteriosa latente e misconosciuta. Chi soffrisse già di ipertensione arteriosa deve attentamente monitorarne i valori per adeguare eventualmente la

–          terapia;

–          almeno 1 o 2 volte l’anno è con­sigliabile effettuare la misurazione della glicemia per svelare un even­tuale diabete latente o una semplice intolleranza ai carboidrati (stato che precede il diabete e che può essere corretto semplicemente con dieta e attività fisica). Chi fosse già diabetico deve controllare spesso i valori glicemici e attenersi scrupo­losamente alla dieta ed alle terapie prescrittegli;

–          è opportuno smettere di fumare;

–          è consigliabile almeno 1 volta l’anno controllare i valori di coleste­rolo nel sangue. Se elevati andrà seguita una dieta povera in grassi e, se necessario, assunta una terapia per ridurre i livelli di colesterolo;

–          chi è affetto da cardiopatie, in particolare da fibrillazione atriale, dovrà seguire una terapia antiaggre­gante o anticoagulante orale, per diluire il sangue e ridurre il rischio di ictus cerebrale embolico; in ogni caso andranno seguite periodiche visite di controllo cardiologiche ed eventualmente neurologiche;

–          è consigliabile svolgere attività fisica costante almeno 2-3 volte alla settimana. Non è necessario fare attività impegnative, è suffi­ciente camminare a passo sostenuto;

–          è consigliabile alimentarsi in modo corretto scegliendo un’alimentazione non troppo ricca di grassi e di sale;

–          è consigliabile non eccedere  con il consumo di alcolici ;

–          un’alimentazione corretta ed un’attività fisica costante permetto­no di mantenere anche un adeguato peso corporeo. L’obesità è anch’esso infatti un fattore di rischi per l’ic­tus;

–          fra i giovani, in particolare fra le donne, chi soffrisse di emicrania dovrebbe evitare di fuma­re e di assumere la pillola estro-pro­gestinica, poiché, in questo modo, ridurreb­be significativamente il rischio ictus cerebrale.

Almeno 1 o 2 volte l’anno è consigliabile recarsi dal proprio medico di famiglia e seguirne i consigli per effettuare una valida pre­venzione primaria.

Chi ha già avuto un ictus cerebrale deve almeno 2 volte l’anno effet­tuare le visite di controllo programmate sia dal neurologo che da altri specialisti, come ad esempio il cardiologo, e deve eseguire gli esami strumentali di controllo che gli vengono richiesti (per es. eco­color doppler dei vasi del collo, doppler transcranico, ecocardio­gramma).

GLI OBIETTIVI DEL PROGETTO

– diffondere l’informazione sulla curabilità della malattia, specialmente perché questa coinvolge, oltre agli anziani per i quali i margini di recupero sono più ampi di quanto non si creda, giovani, donne in età fertile, adulti e bambini.

– creare un collegamento tra pazienti, familiari, neurologi, medici di base, fisiatri, infermieri, terapisti della riabilitazione e personale sanitario coinvolto dalla malattia al fine di facilitare al massimo il recupero funzionale, limitare le complicanze e consentire un rapido inserimento della persona colpita da ictus nell’ambiente familiare, sociale e lavorativo nei casi potenziali.

– facilitare l’informazione per un tempestivo riconoscimento dei primi sintomi come delle condizioni che ne favoriscono l’insorgenza.

– sollecitare gli addetti alla programmazione sanitaria affinché provvedano ad istituire centri specializzati per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle persone colpite da ictus e ad attuare progetti concreti di screening;

– tutelare il diritto dei pazienti ad avere su tutto il territorio regionale livelli di assistenza dignitosi, uniformi ed omogenei.

A tutt’ oggi l’ictus è considerato, a torto,  una malattia incurabile ed inevitabile. L’uso tuttavia di farmaci specifici immediatamente dopo l’esordio dei sintomi può salvare i soggetti colpiti, oltre che ridurre le disabilità gravi. Inoltre Unità di diagnosi e cura dedicate (in inglese Stroke Unit), gestite da esperti applicando protocolli definiti, salvano più vite di qualunque altro trattamento. Infine l’ictus è una malattia che si può prevenire, delineando trattamenti mirati e personalizzati per le persone più a rischio.

Riepilogando, molti sono i luoghi comuni da sfatare, tra cui non ultimo, quello che si tratti di una malattia che colpisce esclusivamente le persone anziane. In Italia sono più di 30 mila le persone giovani che ne sono state colpite e molte di queste ne portano ancora gli esiti invalidanti; spesso queste persone vengono escluse dal mondo del lavoro, nonostante la capacità, la volontà ed il bisogno di continuare a dare il proprio contributo lavorativo alla società; e questo per pura ignoranza di chi valuta la eventuale “inabilità” al lavoro dei pazienti.

Ci si propone di strutturare almeno 35 postazioni all’interno della Città Universitaria della Sapienza, Università di Roma, al fine di poter fare interagire gli studenti dei corsi di laurea di medicina e chirurgia, farmacia e infermieristica direttamente con i giovani dell’Ateneo.

Ciascuna postazione sarà gestita da:

  • Volontari dell’ Associazione A.L.I.Ce. Lazio Onlus (Associazione per la Lotta contro l’Ictus cerebrale), dell’ AISAS (Associazione Italiana Specialisti Area Sanità), e medici specializzandi.
  • Studenti volontari della Facoltà di Medicina e Farmacia e di Medicina ed Odontoiatria della Sapienza, Università di Roma.
  • Studenti della scuola di scienze infermieristiche della suddetta Università.

Tale struttura sarà in grado di effettuare sui giovani studenti le pratiche finalizzate allo screening ed alla prevenzione dell’ ictus cerebrale, pertanto verrà effettuata la rilevazione dei valori pressori mediante sfigmomanometro, misurazione dei valori di glicemia tramite glucosimetro e stick reattivi. Parte integrante del progetto sarà la valutazione dei fattori di rischio modificabili e del grado di conoscenza della patologia attraverso la somministrazione di un questionario appositamente realizzato, avente come obiettivo quello di rilevare le diverse abitudini di vita dei soggetti ed individuare i comportamenti da modificare, diffondendo così in modo efficace il valore della prevenzione in età giovanile.

PROMOTER DEL PROGETTO

  • Matteo Catananti, studente del Corso di Laurea Magistrale a Ciclo unico-D in Medicina e Chirurgia
  • Associazione A.L.I.Ce. Lazio Onlus (Associazione per la Lotta contro l’Ictus cerebrale), rappresentata da ML Sacchetti (Presidente Onorario della Federazione A.L.I.Ce. Italia Onlus);
  • AISAS (Associazione Italiana Specialisti Area Sanità) rappresentata da Arturo Consoli, Presidente dell’Associazione AISAS e coordinatore della Sez. Giovani della Federazione A.L.I.Ce. Italia Onlus;
  • Vento di Cambiamento- Fenix, gruppo studentesco apartitico, rappresentata da Pietro Lucchetti, rappresentante degli studenti nel Consiglio di Amministrazione dell’ Università degli studi “Sapienza”;

Coordinatori scientifici del progetto saranno la prof.ssa Maria Luisa Sacchetti, ricercatrice dell’ Università “Sapienza” di Roma.

Per rafforzare ulteriormente la sensibilizzazione degli studenti in merito all’ importanza della prevenzione e della conoscenza approfondita del fenomeno, verrà distribuito del materiale informativo nella forma di brochure, volantini e libricini guida informativi grazie al contributo di collaborazione dell’ associazione A.L.I.Ce. Lazio Onlus. 

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!

Per info info@agifar.com