Dott.ssa Sally Fadlon, Socia Agifar Roma

Quando arriva la bella stagione sbocciano tanti bellissimi fiori ed arriva di conseguenza la stagione delle allergie.

Ma come fa un soggetto allergico ad allenarsi in questo periodo? Può fare sport ugualmente?

I risultati di molti studi hanno dimostrato che lo sport può portare a cambiamenti immunologici con una transitoria immunosoppressione durante la quale cambiano il numero di linfociti, dei macrofagi e c’è una secrezione di citochine, ragion per la quale gli atleti sembrano essere più inclini ad infezioni virali del tratto respiratorio superiore.

Tali infezioni compaiono dopo un esercizio non continuato nel tempo in sport ad alto sforzo e di resistenza e ciò potrebbe essere anche complicato da un fattore nutrizionale derivato dalla dieta dell’atleta. (1)

L’esercizio può portare un aumento della ventilazione fino a 200L/min (per brevi periodi) in atleti che affrontano prove di velocità e di forza, ma anche per lunghi periodi negli sport di endurance come la corsa o il nuoto.

Pertanto atleti altamente allenati sono spesso esposti a freddo e vento in inverno e ai pollini in estate e primavera e chi nuota invece è molto esposto alle particelle di cloro che sono sulla superficie dell’acqua in piscina. Questi sono tutti fattori che contribuiscono all’esacerbazione di patologie del tratto respiratorio superiore.

L’asma è una delle patologie più riscontrate nelle gare di endurance (ciclismo, nuoto, corsa in lunghe distanze).

Degli studi hanno dimostrato che si verificano spesso broncospasmi indotti da esercizio negli atleti più allenati. (2)

L’asma e la rinite allergica sono i problemi principalmente riscontrati in chi svolge sport e ciò sembrerebbe essere un limite per la pratica dello sport, invece è proprio la patologia più diffusa negli atleti, sia amatoriali sia di élite.

Il 70% dei pazienti asmatici ha avuto un episodio di asma durante una corsa o mentre sciava.

Si pensa invece che il nuoto non sia uno sport legato a patologie come l’asma, l’inalazione di particelle di cloro può essere un fattore scatenante.

Da un punto di vista patogenetico ciò accade in quanto si verifica un cambio di osmolarità nelle Mucose a livello bronchiale indotta da iperventilazione e dall’aria inspirata a bassa temperatura.

Ma molti atleti soffrono anche di una rinite non allergica e ciò influenza la loro performance perché modifica la normale ventilazione portando a disturbi respiratori come l’asma ma ovviamente questo non limita la pratica sportiva. (3)

Ma come può fare uno sportivo con tali patologie a vivere al meglio lo sport?

Ovviamente deve vedere un medico per una terapia appropriata; spesso il trattamento dell’asma può essere farmacologico, mediante broncodilatatori e corticosteroidi per via inalatoria o antileucotrienici, oppure non farmacologico con la prevenzione dei fattori scatenanti e la protezione meccanica delle vie aeree.

Le terapie farmacologiche sono sempre più evolute e permettono comunque una convivenza tra sport e patologie come allergia o asma.

Fondamentale ricordare che l’idoneità alla pratica sportiva nei soggetti con asma resta comunque subordinata all’efficacia del trattamento, nonché alla tipologia di sport praticato.

Per via delle condizioni ambientali e per la difficoltà d’intervento, nel caso di un attacco asmatico, tra gli sport ad alto rischio sono considerati quelli più “estremi” come l’alpinismo, il deltaplano, il motociclismo e l’attività subacquea.

Studi sperimentali hanno dimostrato invece che la corsa è l’attività che più di ogni altra favorisce gli attacchi d’asma, seguita da ciclismo, canottaggio, sport di squadra, scherma e ginnastica.

Qualche consiglio per chi pratica sport ed è un soggetto allergico o asmatico:

1.Farsi consigliare sempre da un medico o immunologo per avere l’idoneità sportiva e per un trattamento adeguato;

  1. Saper riconoscere i primi segni di asma indotta da esercizio fisico e in modo che se le misure preventive non riuscissero a evitarne la manifestazione, la consapevolezza della sintomatologia permetterà di smettere l’esercizio prima che i sintomi progrediscano e si aggravino;
  1. Usare sempre i farmaci consigliati dal proprio medico per il trattamento della sintomatologia;
  1. Fare sempre adeguato riscaldamento e defaticamento;
  1. Seguire un’alimentazione ricca di nutrienti protettivi e antiossidanti per combattere i radicali liberi in eccesso, soprattutto per chi pratica sport;
  1. In stagione primaverile, quando iniziano le prime allergie, è consigliato l’esercizio al chiuso per evitare la maggior parte degli allergeni;
  1. Nel caso di esercizio all’aperto, evitare le zone ad alte concentrazioni di allergeni e irritanti (campi, alberi, strade trafficate, fabbriche).
  1. Quando le temperature sono estreme si consigliano invece esercizi al chiuso proteggendo le vie aeree usando mascherine o sciarpe.

(1) Sport, immune system and respiratory infections.

Gani F., Passalacqua G., Senna G., Mosca Frezet M.

(2) Allergy and asthma in elite summer sport athlete

Ilkka Helenius, Tari Haahtela

(3)Rhinitis, Asthma and Sports

Federica Gani et al. Recenti Prog Med. Jul-Aug 2003.