A cura della Dott.ssa Antonella Danese, Socia Agifar Roma

La cannella possiede una storia millenaria, citata già nella Bibbia, usata dagli Egizi nei rituali di imbalsamazione, mentre greci e romani la ritenevano un afrodisiaco. In occidente venne importata nel medioevo, per opera degli olandesi durante i loro traffici commerciali dall’India.   Proviene dall’Asia ed è una spezia comune, utilizzata da diverse culture in tutto il mondo per diversi secoli. Si ottiene dalla corteccia interna di alberi del genere Cinnamomum, pianta tropicale sempreverde che presenta due varietà principali; Cinnamomum zeylanicum (CZ) e Cinnamon cassia (CC) (noto anche come Cinnamomum aromaticum / Cinnamon cinnamon). Oltre ai suoi usi culinari, nella medicina ayurvedica la Cannella è considerata un rimedio per disturbi respiratori, digestivi e ginecologici. Quasi ogni parte dell’albero di cannella, inclusa la corteccia, le foglie, i fiori, i frutti e le radici, ha un uso medicinale o culinario.

Il Cinnamomo (Famiglia Lauraceae) è tradizionalmente utilizzato per aromatizzare i cibi e nelle preparazioni farmaceutiche contro vari disturbi.

Gli oli volatili ottenuti dalla corteccia, dalle foglie e dalle cortecce delle radici variano in modo significativo nella composizione chimica, il che suggerisce che potrebbero variare anche nei loro effetti farmacologici.

La cannella contiene principalmente acidi ferulici, caffeico, gallico, vanillico, protocatechico e pcumarico insieme ai polifenoli.

La capacità di abbattimento dei radicali liberi e le attività antiossidanti dell’estratto metanolico di Cinnamomum verum leaf (CLE) sono state studiate e confrontate con composti antiossidanti come acido gallico e acido ascorbico ed ha mostrato un’attività di lavaggio dei radicali liberi.

Alcuni composti hanno potere riducente e attività chelante di ioni metallici, insieme ad attività di lavaggio dei radicali idrossilici ed un’attività antiossidante molto buona. La corteccia di cannella ha vari composti chimici usati come spezie in tutto il mondo. La cannella ha dimostrato di possedere diverse azioni biologiche e farmacologiche per il trattamento di varie malattie come cancro; potrebbe infatti ridurre la proliferazione delle cellule tumorali, secondo quanto scoperto da una ricerca condotta presso l’Università del Texas, pubblicato sulla rivista Nutrition and Cancer.

Secondo uno studio pubblicato dalla rivista medica Diabetes Care, è stato dimostrato, attraverso test effettuati su soggetti con diabete di tipo 2 ai quali era stata fatta assumere una dose giornaliera di 6g di cannella, che questa riduce la glicemia, i trigliceridi ed il colesterolo LDL, ovvero il colesterolo cattivo.

Riesce ad inibire la crescita di batteri e funghi come ad esempio la Candida o quelli responsabili di focolai di malattie di origine alimentare quali il batterio Helicobacter Pylori.

Come stimolante previene le malattie neurodegenerative del cervello come il Parkinson e l’Alzheimer, con beneficio per lucidità e memoria.

Grazie ai suoi composti bioattivi è utile in caso di raffreddore ma anche contro l’alitosi; è ricca di fibra alimentare e può fornire sollievo dalla costipazione.

La cannella si dimostra molto utile per chi segue diete o regimi alimentari ipocalorici perché spegne l’appetito, in particolare è utile per domare la fame nervosa.

Contiene una sostanza naturale chiamata cinnamaldeide, che aumenta l’ormone progesterone e diminuisce la produzione di testosterone nelle donne, contribuendo a bilanciare gli ormoni.

Inoltre un altro composto, ossia l’aldeide cinnamica, oltre a donare il caratteristico profumo alla spezia, riesce a migliore l’uptake del glucosio e la sensibilità all’insulina nei muscoli scheletrici e nel tessuto adiposo. Inoltre, aumenta la glicogenosintesi a livello epatico e rallenta la velocità di svuotamento gastrico, contribuendo quindi al senso di sazietà.

Quindi, la cannella come spezia medicinale multiuso gioca un ruolo importante ma se consumata in dosi eccessive   può avere effetti collaterali come tachicardia e nervosismo, ma all’opposto anche sonnolenza e stanchezza. Possono verificarsi anche disturbi a fegato e reni per la presenza di curarina. In alcuni casi si hanno reazioni allergiche e infiammazioni delle mucose. Da evitare in gravidanza.

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0308814605000063 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12583177/