Dott.ssa Sally Fadlon, Socia Agifar Roma

Vi siete mai chiesti quanto incida la Vitamina D sulla performance di uno sportivo?

Ebbene, anche gli atleti hanno la stessa predisposizione a raggiungere un basso livello di vitamina D, soprattutto nel periodo invernale.

La vitamina D è molto importante per la salute delle ossa anche se ultimamente si è visto che ha un ruolo importante nella crescita muscolo scheletrica, nella funzione immunitaria, nella funzione cardiopolmonare e nella modulazione dell’infiammazione entrambi fondamentali per la performance atletica.

La vitamina D può influenzare i tessuti extrascheletrici nel modulare la ripresa da un infortunio e può influenzare il rischio di infezione. (1)

Per un’atleta la Vitamina D è fondamentale anche nella prevenzione delle fratture.                                          Per un adeguato stato di tale vitamina hanno un ruolo molto importante:

-l’esercizio outdoor durante il picco solare,

-colore della pelle,

-geolocalizzazione.

Alcuni soggetti, nonostante un giusto intake di vitamina D con la dieta, hanno dei problemi legati alla sintesi endogena di tale prodotto e può essere una causa per l’inadeguatezza dei livelli ottimali.

I dolori muscolari e la spossatezza sono spesso correlati ad una deficienza della vitamina D (2,3) e ciò è stato studiato confrontando pazienti in una clinica del Minnesota che riferivano dolori muscoloscheletrici ma mostravano livelli ematici di vitamina D differenti (4).

Un altro interessante studio è stato condotto su giovani atlete inglesi in condizione postmenarca, e si è notata una correlazione importante tra potenza, velocità e altezza dei salti e livelli ematici di vitamina D.

Se i livelli erano ottimali la performance era migliore (5). Su studi animali si è visto che una carenza di vit. D può causare un’atrofia delle fibre muscolari (6) mentre uno studio su pazienti ospedalizzati ha mostrato che una deficienza di vit. D può ritardare il processo di riabilitazione ma che con una terapia di 1000 UI di vit. D il processo può migliorare in ½ mesi (7,3).

Tra i ruoli importanti della vitamina D sappiamo che è fondamentale nella funzione immunitaria: tra gli ultimi studi si dimostra che bassi livelli di vitamina D possono essere correlati alla facilità di influenzarsi. (8)

Infatti il rischio di contrarre influenza stagionale si è drasticamente ridotto in uno studio in cui sono state somministrate dalle 800 alle 2000 UI di vitamina D. (9)

Tra le raccomandazioni per gli atleti per mantenere un livello ottimale di vitamina D vi sono una dieta controllata, buone abitudini, dai 5 ai 30min di esposizione solare se l’esposizione solare non è praticabile è importante un giusto supplemento dall’esterno. (2, 10, 11)

Integrare le vitamine nella nostra dieta è fondamentale.

Tra gli alimenti più ricchi di vitamina D sicuramente una ricca fonte è il pesce e gli oli in esso contenuti, ma anche uova, latte, burro, fegato e grassi animali ne contengono un bel po’.

Tra i pesci più ricchi di vitamina D troviamo il salmone, anche se quello selvatico ne è più ricco rispetto a quello d’allevamento, così anche le sardine.

L’olio di fegato di merluzzo è molto ricco di vitamina D, anche se il suo sapore è tutt’altro che gradevole.

Per i vegani la scelta è sulle verdure a foglia verde, cereali e funghi che ne contengono un buon livello.

I funghi sono in grado di sintetizzare la vitamina D mediante l’esposizione alla luce, da ricordare però che i funghi coltivati per la catena gdo vengono fatti crescere al buio e per questo contengono pochissima vitamina D.

Insomma possiamo assumere la vitamina D anche sbizzarrendoci con i nostri menu, l’importante è non farne mai a meno.

(1)Role of Vitamin D in Athletes and Their Performance: Current Concepts and New Trends

By Mirian de la Puente Yagüe 1,Luis Collado Yurrita 2,Maria J. Ciudad Cabañas 2 and Marioa A. Cuadrado Cenzual 2

Department of Public and Maternal Child Health University, School of Medicine, Complutense University of Madrid, 28040 Madrid, Spain

Department of Medicine, School of Medicine, Complutense University of Madrid, 28040 Madrid, Spain;

Nutrients, EISSN 2072-6643, Published by MDPI

(2)Cannell JJ, Hollis BW, Zasloff M, Heaney RP. Diagnosis and treatment of vitamin D deficiency. Expert Opin. Pharmacother. 2008; 9:107-18.

(3)Zittermann A. Vitamin D in preventive medicine: are we ignoring the evidence? Br. J. Nutr. 2003; 89:552-72.

(4)von Essen MR, Kongsbak M, Schjerling P, et al. Vitamin D controls T cell antigen receptor signaling and activation of human T cells. Nat. Immunol. 2010; 11:344-9.

(5)Ward KA, Das G, Berry JL, et al. Vitamin D status and muscle function in post-menarchal adolescent girls. J. Clin. Endocrinol. Metab. 2009; 94:559-63.

(6)Hamilton B. Vitamin D and human skeletal muscle. Scand. J. Med. Sci. Sports. 2010; 20:182-90.

(7)Kiebzak GM, Moore NL, Margolis S, Hollis B, Kevorkian CG. Vitamin D status of patients admitted to a hospital rehabilitation unit: relationship to function and progress. Am. J. Phys. Med. Rehabil. 2007; 86:435-45.

(8)Cannell JJ, Zasloff M, Garland CF, Scragg R, Giovannucci E. On the epidemiology of influenza. Virol. J. 2008; 5:29.

(9)Cannell JJ, Hollis BW. Use of vitamin D in clinical practice. Altern. Med. Rev. 2008; 13:6-20.

(10)Holick MF. Vitamin D deficiency. N. Engl. J. Med. 2007; 357:266-81.

(11) NUTRITION & ERGOGENIC AIDS:

Vitamin D and Athletes

Larson-Meyer, D. Enette1; Willis, Kentz S.2Author Information

Current Sports Medicine Reports: July-August 2010 – Volume 9 – Issue 4 – p 220-226