Dott. Riccardo Bernazza, Redattore Farmanews e Consigliere Agifar Roma

Successivamente all’uscita della Nota 97, L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) interviene per chiarire alcuni punti di tale provvedimento “Al fine di favorire una completa e corretta informazione dei pazienti e degli operatori sanitari”.

La Nota 97 apre ai medici di famiglia la possibilità di stendere piani terapeutici, fin qui esclusiva dello specialista, per prescrivere i nuovi anticoagulanti orali (Nao). Molte di queste molecole, fra le quali si annoverano dabigatran, apixaban, edoxaban e rivaroxaban – possono essere utilizzate al posto di warfarin ed acenocumarolo (Avk), sebbene solo sui pazienti con fibrillazione atriale non valvolare (FANV) qualora si rispettino i seguenti criteri:

  • ECG che ne conferma la diagnosi
  • Visita cardiologica
  • Valutazione dei rischi di emorragia e tromboembolico
  • Inizio della terapia modulato sul genere e sui fattori di rischio emorragico

L’utilità di questo provvedimento sta nel fatto che mentre gli attuali anticoagulanti, per ottenere una massima efficacia, vanno dosati in base al grado di coagulazione del paziente, verificando il PT con prelievi all’inizio anche settimanali, i Nao non richiedono un controllo frequente del tempo di protrombina.
“In quest’ottica – afferma l’Aifa – il piano terapeutico dello specialista, precedentemente previsto, è sostituito da una scheda di prescrizione e di monitoraggio, attualmente in formato cartaceo”.

Successivamente, le schede verranno convertite in formato digitale, così da “continuare a garantire l’accesso a questa importante categoria di medicinali con una modalità controllata e sicura, un adeguato follow-up dei pazienti e un accesso omogeneo sul territorio nazionale”. A quel punto la scheda di valutazione, prescrizione e follow-up diventerà l’unica modalità prescrittiva dei farmaci menzionati.

L’AIFA ribadisce comunque l’utilità dei piani terapeutici affermando che “Sono uno strumento importante di controllo dell’uso appropriato dei medicinali sulla base sia delle migliori evidenze disponibili, che delle disposizioni regolatorie. Ciò è tanto più vero nel caso di medicinali rilevanti sul piano terapeutico, ma anche dal punto di vista economico, laddove un uso inappropriato comporterebbe una sottrazione di risorse e/o un utilizzo complessivamente inefficiente delle risorse pubbliche.”

Il compito del farmacista in tale contesto sarà quello di accertarsi che la nota 97 sia stata inserita nella ricetta (rossa o dematerializzata che sia) al fine di proseguire con la distribuzione del farmaco al paziente nel pieno rispetto della legislazione vigente.