Dott.ssa Simona Mangone, Socia Agifar Roma

A chi non è mai capitato di guardarsi allo specchio e notare un colorito più spento, una pelle più affaticata, o una “rughetta” di espressione più o meno marcata che non avevamo visto prima? Per non parlare del comparire di nuove “macchiette brune” su viso, collo, decolleté o mani al rientro delle vacanze.

Sono questo gli aspetti visivi che vanno a modificare lo stato di “giovinezza” della nostra cute, e vengono prodotti attraverso determinati processi/meccanismi fisiologici lenti e silenti che portano al tanto temuto “aging cutaneo” che  si realizza nel contesto dell’invecchiamento generale di ogni individuo.

Quando parliamo però di invecchiamento cutaneo, dobbiamo fare una distinzione tra:

– invecchiamento intrinseco, o cronologico, o cronoinvecchiamento (cronoaging);

– invecchiamento estrinseco, o fotoindotto o fotoinvecchiamento (photoaging).

L’invecchiamento intrinseco, ovvero il naturale processo di invecchiamento è legato all’età ed inizia intorno ai 25 anni. Le modifiche cutanee che ne derivano sono sia funzionali che anatomiche e sono presenti sia nelle aree di cute esposte, sia in quelle protette. La pelle perde elasticità, dinamicità e compattezza per la ridotta produzione di collagene ed elastina, ed il turnover epidermico tende a ridursi.

L’invecchiamento estrinseco, non è legato all’età che avanza ma ad una serie di variabili su cui noi possiamo intervenire apportando degli accorgimenti correttivi al nostro stile di vita.

La gran parte dell’invecchiamento precoce è causato dall’esposizione ai raggi solari, insieme ad altri fattori esterni quali le ripetute espressioni facciali, la forza di gravità, l’inquinamento ambientale, le malattie, alcuni farmaci (antiinfiammatori, corticosteroidi, ormoni), gli agenti atmosferici e il fumo.

Il pool di tutti questi agenti sono concause del processo infiammatorio e dello stress ossidativo con conseguente produzione di radicali liberi, soprattutto nei soggetti dove cioè le difese e la rigenerazione naturale delle cellule sono indebolite e rallentate per via dell’età La pelle segnata dal fotoaging, in qualsiasi parte del corpo, appare più ruvida e meno luminosa, possono comparire discromie e/o capillari sottili, piccole ipercheratosi e nello stesso tempo si possono accentuare  rughe e pieghe.

Se la nostra qualità di vita e il nostro benessere globale dipende da come ci sentiamo e come ci vediamo, è innegabile che un aspetto esteriore gradevole è fondamentale per farci sentire meglio in un contesto sociale. E se parte del “cronoaging” dipende dal nostro patrimonio genetico, cosa possiamo fare per contrastare il “photoaging”?

Il passo fondamentale che dobbiamo fare è proteggere la nostra pelle, agendo in prevenzione e a diversi livelli, con consapevolezza e sapienza.

Avere una corretta alimentazione, utilizzare la protezione solare adatta al proprio fototipo e scegliere un corretto protocollo di beauty routine, e non di meno conto apportare una giusta integrazione nutraceutica sono steps fondamentali per lavorare in “in” e “out” a diversi livelli del nostro organismo.

Tutti o quasi tutti ci esporremo al sole, ma per evitare l’insorgenza delle fastidiose macchie cutanee, una delle diverse conseguenze del photoaging, cosa possiamo fare?

Il consiglio primario è alimentarsi in modo consapevole, con generose quantità di alimenti ricchi in vitamine e polifenoli (frutta e verdura di stagione), limitare l’utilizzo di carboidrati raffinati e cibi altamente processati, bere almeno 1,5 L di acqua al giorno.

E dal punto di vista cosmetico?

A tal riguardo vorrei porre l’attenzione sulla scelta della crema con filtro di protezione solare adeguato al nostro fototipo. Oggi abbiamo una vasta gamma di prodotti a cui attingere nel panorama cosmetico, ma dobbiamo essere consapevoli di ciò che andiamo ad applicare sulla nostra cute, soprattutto se esso deve proteggerci dai raggi solari non solo d’estate ma anche durante le stagioni invernali, e in questo momento storico particolare non dimentichiamo le radiazioni che pc e tablet irradiano. Prodotti innovativi sono primer protettivi con filtri solari micronizzati fisici UVA-UVB (ossido di Zinco, Titanio Diossido) in grado di inibire le specie reattive dell’ossigeno (estratti di Dunaliella Salina), rafforzare i meccanismi di difesa della pelle, e preservare la riserva di elastina della pelle oltre che riattivare la sintesi acido ialuronico (Olio di Karanja). Come prodotto complementare possiamo associare un siero antiossidante in cui troviamo Vitamina C e vitamina E stabilizzati e a rapida disponibilità per la nostra cute, per contrastare il processo di melanogenesi ed apportare energia alle nostre cellule. Per un protocollo completo in base al tipo di pelle sceglieremo una crema da notte idratante, nutriente, o antimacchia.

Infine per contrastare i processi ossidativi e modulare la melanogenesi è importante la scelta del supplemento nutrizionale.

Diversi studi hanno dimostrato come il glutatione in forma ridotta, oltre ad essere un detossificante epatico e a contrastare i radicali liberi, possa andare ad influire positivamente sul controllo delle macchie cutanee. Lavorare cosi a più livelli con un cosmeceutico e un nutraceutico ci consente di avere più bersagli da mirare, per avere un effetto globale finalizzato al benessere globale della nostra cute ma anche del nostro corpo, e della nostra psiche.

L’invecchiamento non lo possiamo evitare, ma possiamo aspirare a vivere il nostro cambiamento nel migliore dei modi, rimanendo sempre consapevoli che a volte un inestetismo può essere una nostra peculiare unicità.