Dott.ssa Antonella Danese, Socia Agifar Roma

 

Stress, poca attività fisica, cattiva alimentazione e problemi circolatori sono fra le maggiori cause della ritenzione dei liquidi, che è un fastidio che può colpire chiunque, anche se le donne sono particolarmente predisposte, soprattutto a causa degli squilibri ormonali connessi al ciclo mestruale. In alcuni casi questa ritenzione idrica può essere così seria da fare addirittura aumentare di peso di 2 o 3 chili. In molte patologie, la quantità di cloruro sodico riassorbita dai tubuli renali è alta; ciò porta alla ritenzione di acqua, aumento del volume ematico ed espansione del compartimento dei liquidi extravasali che si traduce in edema dei tessuti. I diuretici sono quei farmaci che aumentano la secrezione renale di acqua e sodio (Na+, natriuresi) riducendo il riassorbimento di Na+, e aumentando la perdita d’acqua. L’eliminazione del sodio è associata al cloro ( Cl–). Nell’organismo il cloruro di sodio (NaCl) è il principale responsabile del volume dei liquidi extracellulari e la maggior parte delle applicazioni cliniche è finalizzata alla riduzione del volume di questi fluidi, e alla diminuzione del contenuto corporeo totale di NaCl. Gli acquaretici sono quelle droghe vegetali che aumentano la produzione di urina senza causare un aumento nell’escrezione di elettroliti e non modificano l’edema.

Se il sodio favorisce la ritenzione idrica, minerali come il potassio e il silicio esercitano un effetto contrario, e risultano estremamente utili per facilitare l’eliminazione dei liquidi. Molte volte questi minerali sono presenti nelle piante diuretiche insieme ad altre sostanze, come i flavonoidi, che ne potenziano l’azione drenante.

Per combattere la ritenzione idrica il primo passo è sapere quali sono i fattori che la provocano per poterli evitare, ma esistono anche rimedi fitoterapici per diminuire il problema. Le piante possiedono principi attivi che contribuiscono a combattere la ritenzione idrica in diversi modi.

Gli antiossidanti insieme ai flavonoidi sono in grado di sgonfiare e contrastare la cellulite e combatterne gli inestetismi attraverso un effetto termogenico.

La barba di mais è quell’insieme di filamenti che avvolgono la pannocchia e viene usata sia negli integratori che nelle tisane perché stimola anche la funzione dell’apparato urinario, risultando utile nelle diete e nei programmi disintossicanti.

L’ononide è un piccolo arbusto spinoso alto 60 cm che contiene saponine, ononina, olio essenziale, resine e onocerina. Gli antichi greci e latini la usavano, nonostante l’odore sgradevole, per aumentare l’emissione di urina ed eliminare piccoli calcoli renali e vescicali. L’ononide ha la proprietà di eliminare i cloruri e le tossine. La radice favorisce la riduzione di edemi e coadiuva il trattamento di nefriiti e cistiti grazie alle saponine e le sostanze triterpeniche.

Oltre a favorire l’eliminazione dei liquidi, è altrettanto importante proteggere i reni, che partecipano attivamente nel processo di drenaggio, con l’aiuto di piante tradizionalmente usate per mantenerli in buona salute.