Dott. Alberto Maria Angelini, Redattore Farmanews e Consigliere Agifar Roma

Peggiorano le stime sul Pil per l’Italia con un crollo dell’11,2%. Infatti la Commissione Europea ha rivisto al ribasso le stime per il 2020-2021. La recessione quest’anno rischia di essere quasi il doppio di quella tedesca. Anche le Farmacie Italiane, seppur in misura più contenuta rispetto ad altri esercizi, sono state colpite da un grande calo di ricavi, diffuso a macchia di leopardo. Si registra un impatto minore nelle, cosiddette “Farmacie di Quartiere” mentre il calo è ben più marcato nelle “Farmacie Centrali” che attingevano gran parte delle loro vendite dal turismo e da molti lavoratori negli uffici circostanti.

La preoccupazione è maggiore per quelle Farmacie esposte finanziariamente e in generale per la valutazione che oggi la Farmacia Italiana registra. Non a caso un recente timore si sta diffondendo tra molti Farmacisti sparsi nella penisola riguardante “l’assalto” che le società di capitali potrebbero avanzare nei confronti degli esercizi.

Ad oggi sul lato occupazionale in Farmacia non si registrano dati allarmanti ma il blocco dei licenziamenti, imposto e prorogato dal governo Conte, ha sicuramente posto un argine. Da segnalare è invece l’alto ricorso della cassa integrazione, anche da parte delle Farmacie, per molti propri collaboratori.

Un focus particolare va posto invece sulla trasformazione digitale a cui stiamo assistendo da diversi anni ma che in questi ultimi mesi è cresciuta a tassi record. Se la vendita di farmaci e parafarmici online, aveva toccato cifre record nel 2019, dietro solo a Francia e Germania, nei primi mesi del 2020, complici anche la pandemia e la crisi lavorativa, si è registrato un vero e proprio “Boom” che ha permesso agli esercizi già organizzati di arginare molte perdite subite nella vendita “Off-Line”. Gli italiani, insomma, tendono sempre più a fare acquisti comodamente da casa propria sia per timore del Covid e magari, perché no, al fine di trovare prezzi più convenienti.