Dott.ssa Federica Carosi, Socia Agifar Roma

I flavonoidi sono composti polifenolici largamente presenti nel mondo vegetale. Ciò che li rende particolarmente interessanti ė il fatto di essere facilmente usufruibili attraverso l’alimentazione e, in caso non fosse sufficiente, come integratori largamente diffusi in commercio. Possiedono una serie di attività benefiche che meritano attenzione. Proviamo ora a “saltellare” tra le varie sottoclassi per farci un’idea.

Contenuti principalmente in bacche, uva nera, mirtillo, lampone, ciliegie e melanzane, gli antociani sono dei pigmenti dal caratteristico colore blu o rosso. Grazie alla loro attività antiossidante e antiradicalica, hanno la capacità di proteggere contro la fragilità capillare e contro vari processi di invecchiamento o modificazione cellulare provocati dall’ossigeno. In virtù della molteplicità di effetti benefici che risultano possedere i flavonoidi, una branca della ricerca sta investendo nel testare l’uso di queste sostanze per la prevenzione di malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer o il morbo di Parkinson.

Parliamo ora delle protoantocianidine o tannini condensati. Sono presenti in alta concentrazione nella corteccia di pino, tè verde, cacao, uva rossa e mirtillo rosso. Vengono utilizzate per il trattamento e la prevenzione delle infezioni del tratto urinario, promuovono la salute dei vasi, la circolazione del sangue e l’elasticità della pelle. Hanno tutte una potente attività antinfiammatoria. Probabilmente in ambito farmaceutico gli esponenti più “famosi” di questa categoria sono i flavonoidi del cranberry (mirtillo rosso) che vengono utilizzati con molto successo, a seconda della concentrazione, per il trattamento o la prevenzione delle cistiti.

Fortemente attivi contro lo stress ossidativo causato da radicali liberi e a protezione delle cellule troviamo i Flavanoni e i flavonoli.

La distribuzione dei flavanoni nel mondo vegetale è molto limitata. L’esponente principale di questa categoria è la naringenina, contenuta nell’ epicarpo dei frutti del genere citrus (pompelmo). È stato dimostrato che la naringenina è in grado di influenzare la composizione e l’attività del microbiota ed esercitare effetti benefici sulla funzione di barriera intestinale e sull’infiammazione gastrointestinale.

I flavonoli si trovano principalmente in natura nelle angiosperme lignificate, broccoli, cavolo, tè, mele e cipolle gialle. Studi hanno dimostrato che l’apporto nella dieta o come integratori di queste sostanze riduce iI rischio di tumori, malattie cardiovascolari e diabete. Il principale esponente di questa sottoclasse è la quercetina che ha la capacità di ridurre i marker infiammatori e prevenire i danni ossidativi. Queste attività in aggiunta agli effetti vasodilatatori la rendono in generale un potente agente cardioprotettivo.

In ultimo troviamo i flavoni. Contenuti principalmente nella soia, nel trifoglio rosso, ma anche in molte spezie e nel peperoncino, gli isoflavoni, una sottoclasse dei flavoni, sono in grado di svolgere una debole attività estrogenica legandosi direttamente al recettore intracellulare degli estrogeni. I loro principali esponenti (genisteina, daidzeina, cumestrolo) vengono spesso utilizzati contro alcuni disturbi tipici della menopausa come le vampate di calore.

L’industria farmaceutica ha sviluppato dei prodotti di semisintesi che hanno dimostrato avere una spiccata attività su vari target terapeutici. La frazione flavonoidica purificata micronizzata di diosmina e esperidina viene utilizzata nella pratica clinica per il trattamento della sindrome emorroidaria, dell’insufficienza venosa cronica e per favorire i processi di rigenerazione cutanea nella neuropatia diabetica in presenza di ulcere venose. È stato dimostrato che queste frazioni purificate di flavonoidi posseggono una notevole attività flebotonica e antinfiammatoria, favoriscono i processi di riparazione cellulare e migliorano la maggior parte delle sintomatologie legate a queste patologie.

La grande diffusione di flavonoidi attivi all’ interno di sop e integratori permette alla figura del farmacista di avere un’ampia scelta per il consiglio al paziente che è affetto da patologie che non necessitano ancora di farmaci su prescrizione medica. Sempre più ci si aspetta da questa categoria professionale di essere, non solo dei meri dispensatori di farmaci, ma delle figure in grado di consigliare e quando possibile migliorare la salute e lo stato di benessere generale del cittadino e lo studio e l’aggiornamento continuo sulle attività di queste sostanze contribuisce a questo scopo.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31252646/?from_term=naringenin&from_filter=simsearch1.fha&from_filter=simsearch2.ffrft&from_filter=ds1.y_1&from_page=2&from_pos=5

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31234550/?from_term=Flavonoidi+alzhaimer&from_exact_term=flavonoids+alzheimer&from_pos=7

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29966915/?from_term=quercetin&from_pos=4